La lezione ricostruisce l'origine dell'elenco dei vizi capitali: gli otto pensieri di Evagrio Pontico nel deserto egiziano, la rielaborazione di Cassiano e di Gregorio Magno, la lettura di Tommaso d'Aquino. Gli studenti seguono il passaggio dal pensiero all'abitudine, con il vizio inteso come desiderio buono che perde la misura, leggono un brano dell'Etica Nicomachea di Aristotele sulla formazione delle virtù e accennano alle virtù cardinali, con riferimenti a Dante e al Catechismo.
Unità didattica: Quando un'abitudine prende il comando.